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AMI sul web

Brando Bonacini

Oggi è indispensabile essere sul web per farsi conoscere, per fare conoscere le proprie iniziative, per dialogare con i propri associati, per raggiungere il maggior numero possibile di utenti e anche per raccogliere opinioni.

Il mais ha bisogno di essere conosciuto di più e meglio, non solo per le questioni tecniche, sindacali ed economiche che rigurdano gli agricoltori, ma anche da parte dei cittadini. Si tratta di una coltivazione universale dai molteplici usi.

La società deve essere grata al mais ed ai suoi utilizzi: dalla produzione del cibo alla conservazione dell’ambiente.

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Accordo di filiera per il mais

AMI – ARTICOLO ACCORDO QUADROMAIS

Soldi: Rendere maggiormente competitiva la coltivazione del mais nazionale che alimenta la produzione delle maggiori Dop nazionali. Piano triennale per aumentare la messa a coltura del mais, premi alla produzione. Piano al via già da questa campagna. 11 milioni di euro stanziati dal Mipaaf per il mais coltivato in filiera.

Al tempo del covid-19 il settore maidicolo non si ferma, guarda avanti e rilancia. Nasce così un accordo quadro di filiera per l’incremento della produzione di granella di mais nazionale.

Dieci enti e organizzazioni industriali, economiche, sindacali, di tutela, promozione e servizio  in rappresentanza dei diversi anelli della filiera maidicola, che partono dagli agricoltori e arrivano fino ai Consorzi di tutela delle principali Dop italiane siglano l’accordo quadro triennale per il mais da granella di filiera italiana certificata.

Obiettivo: favorire la stipula di contratti di filiera per il mais nazionale destinato all’alimentazione animale attraverso un riconoscimento economico e cercare di colmare così  il gap tra domanda e offerta che si è venuto a creare negli ultimi dieci anni , accompagnato da un massiccio ricorso all’importazione. All’accordo di filiera si aggiunge la bella notizia che il lavoro svolto per portare all’attenzione del Ministero i problemi dei maiscoltori già discussi nell’ambito del tavolo tecnico costituito dal Mipaaf hanno portato anche una discreta dotazione finanziaria di 11 milioni di euro per il mais coltivato in filiera.

Cesare Soldi, presidente dell’Associazione Maiscoltori Italiani, parte attiva nella sua realizzazione,  commenta così l’accordo: “Non possiamo negare che stiamo vivendo un momento difficile. Stiamo affrontando un’emergenza nell’emergenza: difficoltà nella manodopera, difficoltà nei servizi a supporto della nostra attività. Oggi più che mai, però, non possiamo permettere di rendere vani gli sforzi compiuti fino ad ora. Dobbiamo porre l’accento sulla qualità, sanità e sulle premialità per l’agricoltore, per esempio, valutando la provenienza territoriale e la produzione sostenibile della granella.

Per la prima volta, rispetto a quanto riconosciuto in media oggi dal mercato per il mais italiano, vengono messi in gioco circa 13-15€ alla tonnellata in più, che scendono a circa 6-8€ con l’opzione meno favorevole. Stiamo vivendo un passaggio importante. Tale ordine di premialità assegna di fatto una nuova e peculiare identità al mais nazionale rispetto a quello estero, riconoscendone la valenza in termini di qualità, standard di produzione e legame con il territorio. È arrivato il tempo di dare il giusto valore alla fonte del nostro cibo”.

L’accordo vuole valorizzare concretamente il prodotto italiano che si differenzia per tecniche produttive e caratteristiche qualitative mettendo in risalto il concetto di materia prima fondamentale per la produzione delle eccellenze agroalimentari di qualità italiane (DOP,IGP,…) attraverso la sottoscrizione di contratti di filiera.

“E’ proprio così, sottolinea Soldi, abbiamo voluto definire una base essenziale per realizzare la ricetta utile al rilancio della maiscoltura nazionale sancita di recente anche dal Ministero delle Politiche agricole con l’approvazione del nuovo piano maidicolo che ora è stato corredato anche da cento euro l’ettaro. Sono state azioni impegnative, in cui noi produttori siamo stati direttamente coinvolti. Riteniamo adesso che con questi due strumenti si possano porre le basi per il rilancio della maiscoltura nazionale”.

Il decreto competitività delle filiere appena approvato estende il modello contratti di filiera del grano anche al mais con un contributo pari a 100 euro per ettaro coltivato nell’ambito di contratti di filiera di durata almeno triennale, nel limite di 50 ettari a beneficiario. Lo stanziamento previsto per il biennio 2020-2021 ammonta a 11 milioni di euro complessivi.

“Era stata una nostra richiesta, commenta Soldi, di arricchire con una dotazione finanziaria il Piano maidicolo. Così, facendo due rapidi conti, sommando gli sforzi rispetto a quanto riconosciuto oggi dal mercato si può stimare in circa 16/18 euro/t o 23-25 euro/t (a seconda dell’opzione concordata) in più l’aumento di reddito per l’agricoltore. Un buon passo per salvare il mais nazionale, in crisi da anni. Salvare il mais italiano non significa solo assicurare lo sviluppo delle filiere delle nostre produzioni di eccellenza (formaggi e salumi D.O.) ma anche lo sviluppo sostenibile economico, sociale ed ambientale del nostro territorio”.

E tutto ciò mentre si sta lavorando anche su altri fronti: quello genetico con l’affermazione delle nuove tecnologie di laboratorio e la riforma della prossima Pac che potrebbero contribuire ad una riaffermazione della coltivazione maidicola in Italia.

“Esattamente, prosegue Soldi, sono altri due ingredienti che potrebbero contribuire in modo determinate a risollevare la coltura del mais e con quella anche il reddito degli agricoltori che vi si dedicano e dell’agro industria ad essa collegata. E’ tempo ( Covid – 19 insegna)  che venga rivalutato il ruolo della ricerca, soprattutto nell’ambito delle nuove tecniche di miglioramento genetico (New Breeding Techniques). Così come la necessità di un settore primario forte, anche qui Covid – 19 insegna,  cosa che può avvenire alla rivisitazione della Pac con il ritorno al pagamento accoppiato alla coltivazione delle colture strategiche, come il mais. Ciascun ingrediente, nessun escluso, sarà necessario per completare la ricetta.Servono risorse certe per realizzare ogni passaggio, nessuna esclusa. È il tempo dell’agire con fermezza e concretamente per sostenerci”.